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Il leopardo e l'elefante. 8.

Arci e Lelè tornarono ai grandi alberi. Non era cambiato nulla, il caldo appiattiva tutti i piccoli leopardi al suolo, le pietre sembravano ondeggiare al sole e l'ombra del grande albero come al solito non bastava mai. Arci e Scossa dimenticavano d'essere amici e litigavano per un po' di frescura: - Arci spostati più in là, ho la coda al sole. - No, spostati tu, Scossa, questo è il mio posto. - Da quando sarebbe il tuo posto? - E' sempre stato il mio posto. - Arci sei proprio prepotente. Qui tutto è di tutti.- - Brava Scossa, hai ragione. Tutto è di tutti, precisamente questo pezzo di tutto è mio perché io sono uno dei tutti. Scossa non ne poteva più, la sua coda si stava ingiallendo al sole, stava diventando come paglia bruciata. Allungò le zampe posteriori e cercò di spostare Arci, ma quello puntò gli artigli nel terreno e continuò a occupare tutta l'ombra. Scossa ruggì un pochino, per avvisarlo, più la sua coda si scaldava più lei si arrabbiava. Arci...

Il leopardo e l'elefante. 7.

Arci e lo strano animale. Arci arrivò ai grandi alberi con il pelo ancora bagnato dai tuffi nel fiume. Il suo cuore batteva fortissimo perché, in preda allo spavento per aver visto l'animale dalla cacca leggera, aveva corso a perdifiato. Però cercò di rimettersi a posto altrimenti Lelè svegliandosi avrebbe potuto intuire qualcosa. Si sistemò un pochino lontano da Lelè, allungò le zampe e ci mise sopra il muso, poi chiuse gli occhi e fece finta di dormire. Lelè invece non dormiva, gli elefanti dormono con un occhio chiuso e uno aperto e aveva visto tutto. Lelè sbadigliò poi disse: -Arci, perché hai il pelo bagnato? Arci racconta dello strano animale. Arci non rispose. Aveva sentito bene bene, non era sordo, ma sperava che Lelè cadesse nella trappola. Lelè sbadigliò di nuovo, poi ripeté: - Allora Arci, sto aspettando la risposta- Questa volta Arci sentì appena appena una nota secca nella voce di Lelè e, siccome era un leopardo intelligente, pensò che gli conveniva ris...

Il leopardo e l'elefante.6

Dunque bambini, Come si chiama il leopardo? … Arci! Bravi E l'elefante?… Lelè! Bravissimi Vedo che siete stati attenti. Oggi racconteremo di un giorno in cui Arci incontrò uno strano stranissimo animale. Un animale che non aveva mai visto in vita sua. Era una giornata come tutte le altre nella savana. Non è che nella savana ci sia granché da fare. I piccoli leopardi sonnecchiavano sdraiati all'ombra di Lelè, che essendo un elefante di ombra ne possiede parecchia. Ogni tanto qualcuno diceva qualcosa: - Che sete!- oppure: -Che caldo!- Arci aggiungeva: - Che noia!. Arci si annoiava sempre. Ad un certo punto il sole era alto nel cielo, proprio sopra al centro e il caldo aveva sciolto pure qualche pietra. Siccome il caldo si misura in gradi centigradi lì c'erano 47° virgola settantacinque, che è un gran caldo davvero. Più o meno i gradi della cioccolata quando la mangi e ti brucia la lingua. Questo gran caldo bruciava le zampe dei leopardi, che essendo piccoli ...

Il leopardo e l'elefante. 5.

Dunque Arci e Lelè vivevano nella savana sotto il grande albero. Chi era il leopardo?  ( aspettare la risposta ) Chi era l'elefante? ( aspettare la risposta ) Un bel giorno Arci decise di accompagnare Lelè al fiume per prendere l'acqua.  Tutte le mattine all'alba Lelè andava al fiume che era lontano 400 metri e ventisette centimetri, per percorrere questa strada impiegava esattamente ventisette minuti e 40 secondi. Quella mattina Arci si svegliò prestissimo e iniziò a camminare con Lelè. Dopo i primi quindici centimetri Arci si era già stufato, perché i leopardi corrono molto veloci mentre Lelè stava ancora sollevando la prima zampa. Arci acchiappò Lelè per la proboscide e cercò di tirarlo: - Muoviti pelandrone. Lelè sollevò la seconda zampa. Allora Arci passò dietro Lelè e lo spinse. - Sposta questo culone! - esclamò. Ma Lelè posò lentamente a terra la prima zampa che aveva sollevato. Arci non ne poteva più, sarebbe arrivato prima a cavallo di una tartaruga. ...

Il leopardo e l'elefante. 4.

Dunque Arci e Lelè avevano fatto pace e tutto procedeva nel migliore dei modi. I leopardi del branco andavano a caccia mentre i cuccioli come Arci e la sua amichetta Scossa restavano  nella radura sotto il grande albero con Lelè. Un bel giorno Arci si svegliò prima del solito. Tutti i cuccioli dormivano ancora, intorno l'erba era ricoperta da una nebbiolina sottile, la savana era silenziosa e ancora fresca dell'odore della notte. Lelè, che era anziano e dormiva poco, era invece sveglio da molto tempo e guardava a est il sole che sorgeva. Il disco del sole non si vedeva ancora, ma la luce solare rischiarava il cielo dell'est promettendo una giornata entusiasmante. Arci si avvicinò a Lelè e gli disse piano per non svegliare gli altri: _Ciao Lelè. - Ciao Arci, come mai sei già sveglio? - Bò, non lo so. Però ora che sono sveglio posso vedere il sole che sorge. Tu guardi il sole tutte le mattine? - No - rispose Lelè - ho visto il sole tutti i giorni della mia vita, or...

Il leopardo e dell'elefante. 3.

Dunque, come sappiamo Lelè era molto arrabbiato con Arci perchè Arci non gli aveva ancora chiesto scusa per essersi allontanato. Com'è un elefante arrabbiato? Bè, è come tutti gli altri elefanti, cioè grande grande, grosso grosso, con due grandi orecchie e una lunga proboscide. Però ha una particolarità: sta sempre girato di spalle e non vuole più guardare chi lo ha offeso. Perciò immaginate un po': del suo amico, Arci ormai vedeva solo il sedere. Quando arrivava Arci, Lelè si girava per non incontrare il suo sguardo. Non è molto bello non poter neanche parlare. Ormai Arci non riusciva a chiedere scusa, mica poteva chiedere scusa ad un sedere!! Così, dopo tanti giorni passati ad osservare il posteriore di Lelè, Arci decise che doveva inventare qualcosa per fare la pace. Iniziò anzitutto a svegliarsi subito con tutti gli altri, poi si lavava per bene sotto la proboscide-doccia di Lelè, poi raccoglieva le foglie con tutti gli altri e soprattutto non si allontanava dal gr...

Il leopardo e dell'elefante. 2.

Dunque, come sai bene Arci è un cucciolo di... Leopardo. Bravo! Invece Lelè è un ......elefante! E Pipistrillo? Pipistrillo è un pipistrello, ma non sappiamo bene cosa fa. Allora raccontiamo questa storia. Arci è un piccolo leopardo, vive nella savana, in Africa, con tutta la tribù dei leopardi. Lelè è un vecchio elefante che ha deciso di stare con i leopardi al fresco di grandi alberi, perchè è troppo vecchio per camminare chilometri e chilometri con il suo branco. I leopardi sono suoi amici, lo accettano volentieri, e Lelè in cambio fa da baby sitter ai cuccioli quando gli adulti vanno a caccia. Certo i cuccioli di leopardo sono birichini, non stanno fermi, saltano, scappano, si nascondono, litigano; ma Lelè è così grosso che con la sua lunga proboscide li acchiappa al volo e li rimette seduti in un batter d'occhio. Un bel giorno, mentre i leopardi giocavano tutti insieme all'ombra degli alberi, Arci si avvicinò a Lelè che li osservava sonnecchiando e disse: - ...

Il leopardo Arci e l'elefante Lelè. 1

Nella savana africana vivevano un leopardo piccolo piccolo e un elefante grosso grosso e vecchio vecchio.  Il leopardo, come tutti i leopardi, aveva la pelliccia con tantissime macchie che a contarle tutte ci vorrebbero sette giorni e sette notti.  L'elefante, che era molto vecchio, aveva, come tutti gli elefanti, due grandi orecchie, una lunga proboscide e due zanne luccicanti. Il leopardo viveva in un villaggio di leopardi, aveva una mamma leopardo, un babbo leopardo, zii e zie leopardo, e tanti cugini tutti leopardo. Insomma era una famiglia di leopardi. Tutti questi leopardi vivevano in una radura all'ombra di grandi alberi, perché in Africa c'è davvero tanto caldo e se i leopardi stanno sotto il sole si sbiadiscono le macchie e diventano leoni. Ma, siccome un leopardo è affezionato alle sue macchie, di giorno quando c'è caldo sta all'ombra. Però in quel pezzo di savana non è che ci fossero tanti alberi, così assieme ai leopardi viveva all'ombra an...

Il leopardo e l'elefante.9

All'ombra dei grandi alberi tutto andava avanti come sempre. Anzi, a dire la verità, non c'era nulla che andasse avanti. Sembrava che tutto fosse immobile, niente si muoveva, il cielo non cambiava mai colore, l'afa rendeva l'aria irrespirabile, non c'era spazio per pensare a null'altro che non fosse il caldo, caldo, caldo, tutto era caldo, l'unica presenza viva in quella savana spopolata e silenziosa era il caldo. In quel caldo feroce i piccoli leopardi non avevano voglia di muoversi né di giocare, stavano sempre spaparanzati all'ombra a sonnecchiare, solo la noia faceva compagnia alle loro giornate. Oltretutto Lelè non voleva sprecare saliva a raccontare storie. In una di quelle ore tutte uguali di quei giorni tutti uguali di quel caldo tutto uguale si sentì un rombo. I leopardi si raddrizzarono e annusarono l'aria, Lelè sollevò le orecchie, stettero tutti fermi ad ascoltare quello strano suono. Era lo stesso rombo  dell'animale dalla c...