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La tartaruga di Tharros.

C'è un posto magico, caduto dal cielo al confine tra due mari, in un pezzo di terra piccolo piccolo, che si chiama Tharros. Questo posto è un posto molto profumato. Sembra incredibile, ma quando arrivi su questo pezzetto di terra senti il profumo del paradiso. Ma dov'è esattamente? Bè, è sulla costa di una piccola isola, così piccola che tutti si sono dimenticati che esiste. Pochi hanno sentito il profumo che si alza dalla  sua terra e nessuno conosce gli incantesimi che getta nell'anima di chi ci va. Un tempo, moltissimo tempo fa, ma proprio molto tempo fa, ci vivevano alcuni uomini che costruirono lì le loro case. Perché proprio li? Mah, nessuno lo sa con certezza, ma io che ci sono stato credo abbiano scelto quel posto così lontano perché è un posto profumato. Ora, questi uomini a cui piaceva sentire il profumo della terra e del mare tutto insieme, vissero lì tanti e tanti anni. Costruirono tutto ciò che occorre ad una città.  Le case, le piazze, le fon...

Fizz e Pazz. E la nonna.

Frizz è un bambino e Pazz è il suo cane. Questo cane Pazz era un cane brutto, ma brutto, ma così brutto che nessuno lo voleva vicino e se lo vedevano scappavano. Se una vecchietta lo vedeva iniziava a correre zoppicando per allontanarsi, le mamme gli urlavano contro, i bambini a volte gli lanciavano pietre ( voce triste ). Pazz era però un cane un po' dispettoso e ne combinava di tutti i colori, era buono solo con Frizz. Pazz aveva un debole per due cose: l'aranciata frizzante e le caramelle frizzanti. C'era solo un piccolo problema, l'aranciata frizzante e le caramelle frizzanti gli facevano venire un gran mal di pancia, e lui poveretto doveva fare tanta ma tanta ma proprio tanta cacca. E per un cane è sempre un problema. Insomma Pazz non sapeva mai dove farla, e le vecchie le mamme e le nonne urlavano ancora di più perchè Pazz la faceva sul marciapiede, sugli ingressi delle case, ai giardini, davanti alle scuole e davanti agli asili. Un bel giorno Frizz andò ...

Frizz Pazz e la torta ai peli di cane.

Dunque, Frizz era il bambino, Pazz il cane. Ormai li conosciamo bene, Frizz voleva molto bene al suo cane e dal momento che Pazz andava matto per le caramelle frizzanti Frizz ne comprava due tutti i giorni. Una per lui e una per il cane. Però la mamma, la nonna, il nonno, i cugini, le maestre, la bidella, il panettiere, il macellaio, la commessa del market, il postino non volevano per niente bene al cane Pazz, e lo scacciavano sempre. Frizz era molto arrabbiato per questo, tutti odiavano il suo cane, che in fondo era solo un pochino sporco e appena appena puzzolente. Un bel giorno venne organizzata una festa di paese. Era una festa alla quale tutti partecipavano, sulla piazza grande di fronte alla chiesa e al municipio, con tanti palloncini colorati, tanta musica, e tante cose buone da mangiare. Ciascun abitante del paese doveva portare un dolce, una torta, una ciambella, una crostata, dei biscotti, insomma qualcosa di buono. Frizz era contentissimo di poter andare alla festa m...

Il leopardo e l'elefante. 8.

Arci e Lelè tornarono ai grandi alberi. Non era cambiato nulla, il caldo appiattiva tutti i piccoli leopardi al suolo, le pietre sembravano ondeggiare al sole e l'ombra del grande albero come al solito non bastava mai. Arci e Scossa dimenticavano d'essere amici e litigavano per un po' di frescura: - Arci spostati più in là, ho la coda al sole. - No, spostati tu, Scossa, questo è il mio posto. - Da quando sarebbe il tuo posto? - E' sempre stato il mio posto. - Arci sei proprio prepotente. Qui tutto è di tutti.- - Brava Scossa, hai ragione. Tutto è di tutti, precisamente questo pezzo di tutto è mio perché io sono uno dei tutti. Scossa non ne poteva più, la sua coda si stava ingiallendo al sole, stava diventando come paglia bruciata. Allungò le zampe posteriori e cercò di spostare Arci, ma quello puntò gli artigli nel terreno e continuò a occupare tutta l'ombra. Scossa ruggì un pochino, per avvisarlo, più la sua coda si scaldava più lei si arrabbiava. Arci...

Il leopardo e l'elefante. 7.

Arci e lo strano animale. Arci arrivò ai grandi alberi con il pelo ancora bagnato dai tuffi nel fiume. Il suo cuore batteva fortissimo perché, in preda allo spavento per aver visto l'animale dalla cacca leggera, aveva corso a perdifiato. Però cercò di rimettersi a posto altrimenti Lelè svegliandosi avrebbe potuto intuire qualcosa. Si sistemò un pochino lontano da Lelè, allungò le zampe e ci mise sopra il muso, poi chiuse gli occhi e fece finta di dormire. Lelè invece non dormiva, gli elefanti dormono con un occhio chiuso e uno aperto e aveva visto tutto. Lelè sbadigliò poi disse: -Arci, perché hai il pelo bagnato? Arci racconta dello strano animale. Arci non rispose. Aveva sentito bene bene, non era sordo, ma sperava che Lelè cadesse nella trappola. Lelè sbadigliò di nuovo, poi ripeté: - Allora Arci, sto aspettando la risposta- Questa volta Arci sentì appena appena una nota secca nella voce di Lelè e, siccome era un leopardo intelligente, pensò che gli conveniva ris...

Il leopardo e l'elefante.6

Dunque bambini, Come si chiama il leopardo? … Arci! Bravi E l'elefante?… Lelè! Bravissimi Vedo che siete stati attenti. Oggi racconteremo di un giorno in cui Arci incontrò uno strano stranissimo animale. Un animale che non aveva mai visto in vita sua. Era una giornata come tutte le altre nella savana. Non è che nella savana ci sia granché da fare. I piccoli leopardi sonnecchiavano sdraiati all'ombra di Lelè, che essendo un elefante di ombra ne possiede parecchia. Ogni tanto qualcuno diceva qualcosa: - Che sete!- oppure: -Che caldo!- Arci aggiungeva: - Che noia!. Arci si annoiava sempre. Ad un certo punto il sole era alto nel cielo, proprio sopra al centro e il caldo aveva sciolto pure qualche pietra. Siccome il caldo si misura in gradi centigradi lì c'erano 47° virgola settantacinque, che è un gran caldo davvero. Più o meno i gradi della cioccolata quando la mangi e ti brucia la lingua. Questo gran caldo bruciava le zampe dei leopardi, che essendo piccoli ...

Il leopardo e l'elefante. 5.

Dunque Arci e Lelè vivevano nella savana sotto il grande albero. Chi era il leopardo?  ( aspettare la risposta ) Chi era l'elefante? ( aspettare la risposta ) Un bel giorno Arci decise di accompagnare Lelè al fiume per prendere l'acqua.  Tutte le mattine all'alba Lelè andava al fiume che era lontano 400 metri e ventisette centimetri, per percorrere questa strada impiegava esattamente ventisette minuti e 40 secondi. Quella mattina Arci si svegliò prestissimo e iniziò a camminare con Lelè. Dopo i primi quindici centimetri Arci si era già stufato, perché i leopardi corrono molto veloci mentre Lelè stava ancora sollevando la prima zampa. Arci acchiappò Lelè per la proboscide e cercò di tirarlo: - Muoviti pelandrone. Lelè sollevò la seconda zampa. Allora Arci passò dietro Lelè e lo spinse. - Sposta questo culone! - esclamò. Ma Lelè posò lentamente a terra la prima zampa che aveva sollevato. Arci non ne poteva più, sarebbe arrivato prima a cavallo di una tartaruga. ...